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LE ORIGINI DEL PARMA

La fondazione del Verdi Football Club
Il Parma nasce grazie ad uno dei più grandi maestri della musica: Giuseppe Verdi. È infatti grazie ad una celebrazione del grande compositore parmigiano che il 27 luglio 1913 nasce il Parma, con la denominazione "Verdi Football Club", trasformata il 16 dicembre successivo in Parma Associazione Calcio; la prima squadra parmigiana indossa una maglia bianca con una croce nera sul petto. Nel 1919/20 la prima stagione nel calcio di vertice: i ducali terminano l'annata con un secondo posto nel girone eliminatorio emiliano. Nel 1922 l'avvocato Ennio Tardini dà avvio al progetto per costruire lo stadio, inaugurato l'anno successivo e intitolato proprio all'avvocato, nel frattempo prematuramente scomparso. Il Parma nel frattempo partecipa ad una serie di campionati a carattere regionale, con squadre come Piacenza, Bologna, Reggiana, Spal, Mantova e Modena, e nel 1924/25 arriva la prima promozione: il Parma passa dalla Seconda alla Prima Divisione; nel 1929 viene promosso in Serie B.

Tra Serie B e Serie C
Il Parma esoridsce in Serie B il 6 ottobre 1929: Parma-Biellese 2-0. La permanenza in serie B dura solo tre anni, poi la squadra è retrocessa in Prima Divisione. Nel 1935 viene ammesso alla Serie C appena costituita. Nel 1943 viene promosso in Serie B dopo lo spareggio promozione vinto 2-0 a Brescia contro il Verona, ma subito dopo viene retrocesso all'ultimo posto per corruzione di alcuni giocatori del Lecco l'ultima giornata. Nel 1949 perde 4-1 lo spareggio salvezza con lo Spezia e retrocede in Serie C. In questa categoria rimane 5 anni, fino a che nella stagione 1953/54, grazie anche alle 15 reti del bomber Korostelev, ottiene la promozione in Serie B, dove rimane negli 11 anni successivi. Due giocatori importanti di questi anni sono stati il goleador Erba, che nella stagione 1956/57 si è laureato capocannoniere della serie cadetta con 16 reti, e Ivo Cocconi, che in quegli anni colleziona 308 presenze con la maglia crociata. Nella stagione 1964/65 il Parma retrocede in Serie C in seguito a una stagione disastrosa nella quale ha totalizzato soltanto 23 punti.

Il fallimento, gli anni '70 e i primi anni '80
Il Parma scende in quarta serie e nel 1968 il Tribunale di Parma lo mette in liquidazione. La Parmense, un’altra squadra locale, lo raggiunge in Serie D e lo ingloba in se: acquista alcuni suoi giocatori e il Parma Fc si ritira dalle competizioni. Nel 1970 la Parmense assume la denominazione Parma Ac e finisce il campionato al primo posto. Tre anni dopo, in seguito allo storico spareggio promozione vinto 2-0 a Vicenza contro l'Udinese, torna in Serie B. barbutiLa prima stagione in cadetteria si apre con un ottimo 5° posto, ma l'anno dopo il Parma torna ancora in Serie C, dove rimane fino al 1978/79, quando la squadra, allenata da Cesare Maldini, vince l'ennesimo spareggio promozione, con un 3-1 ai danni della Triestina; la partita viene decisa nei tempi supplementari da una doppietta di un giovane dalle ottime speranze, Carlo Ancelotti, che in quella stessa estate viene ceduto alla Roma. L'anno dopo però il Parma retrocede ancora, dopo un campionato di bassissimo livello al termine del quale i crociati finiscono al penultimo posto della graduatoria davanti al solo Matera. Gli anni successivi vedono il Parma navigare in posizioni di centro classifica (13° nel 1980/81, 9° nel 1981/82, 6° nel 1982/83); proprio nella stagione 1982/83 arriva il giocatore che ancora oggi viene definito "l'idolo della Nord", Massimo Barbuti, chiamato così per il suo modo singolare di esultare correndo a più non posso verso la Curva Nord, dove storicamente siede il tifo organizzato capeggiato dai Boys Parma 1977 (di cui si parla più avanti); memorabile l'esultanza dopo il 2-2 segnato alla Carrarese alla quinta giornata del torneo 1982/83 quando Barbuti, aggrappatosi alla rete che separava il campo di atletica dalla curva, la fece cedere cadendo a terra e facendo a sua volta cadere alcuni tifosi crociati in maniera piuttosto esilarante. Nella stagione 1983/84 il Parma lotta tutto il campionato per la promozione in Serie B, che ottiene all'ultima giornata vincendo per 1-0 a Sanremo con un gol di un giovanissimo Stefano Pioli, passato poi alla Juventus. Capocannoniere della squadra è Barbuti con 18 marcature (16 delle quali nel solo girone di ritorno). La stagione successiva il Parma retrocede di nuovo chiudendo ancora al penultimo posto, nonostante i 10 centri di Barbuti che nell'estate del 1985 si trasferisce all'Ascoli.

Gli ultimi anni del presidente Ceresini
Sarà con l'ingaggio di Arrigo Sacchi nel 1985 che la squadra avrà le sue prime soddisfazioni nel calcio che conta. La stagione 1985/86 è infatti l'ultima del Parma in Serie C1, campionato che vince dopo essere arrivato a pari punti con il Modena e non avendo mai visto seriamente a rischio la promozione in Serie B. La promozione arriva all'ultima giornata con la vittoria per 2-0 contro la Sanremese al Tardini; in quella partita si deve registrare il primo gol con la maglia del Parma di Sandro Melli, protagonista poi della promozione in A e dei primi grandi successi della società. L'anno successivo i gialloblù sfiorano la seconda promozione consecutiva arrivando a soli tre punti dal terzo posto che avrebbe significato la Serie A; la compagine di Sacchi comunque si toglie la soddisfazione di eliminare il Milan dalla Coppa Italia, risultato che convincerà il presidente rossonero Berlusconi ad affidare allo stesso Sacchi la guida tecnica del club meneghino. Nel 1987/88 sulla panchina ducale arriva il giovane Zdenek Zeman che con la squadra si rende protagonista di uno straordinario pre-campionato in cui viene battuto in amichevole al Tardini il Real Madrid di Butragueno e Hugo Sanchez. Tuttavia la partenza in campionato è disastrosa con il tecnico boemo che viene esonerato e sostituito dal più esperto Giampietro Vitali, il quale riesce a conquistare una salvezza tranquilla (10° posto alla pari dell'Udinese). La stagione successiva è sostanzialmente la fotocopia di quella precedente con il club, allenato ancora da Vitali, che si piazza ancora al 10° posto. La svolta per i gialloblù avviene nell'estate del 1989, quando ad allenare la squadra viene chiamato Nevio Scala che con la neopromossa Reggina, dopo un eccellente campionato, ha sfiorato la serie A poi persa allo spareggio con la Cremonese. Il Parma parte benissimo e si piazza sin da subito nelle parti alte della classifica; sul finire del girone d'andata i ducali battono nel derby la Reggiana in trasferta e si issano al primo posto. Due avvenimenti però scuotono l'ambiente: la sconfitta a tavolino contro la Reggina per un piccolo incidente occorso al reggino Cascione dopo il lancio di un accendino dagli spalti del Tardini (sebbene poi ulteriori esami abbiano rivelato che le microfratture al naso occorse al giocatore amaranto erano precendenti al lancio incriminato) e, due settimane dopo, il 4 febbraio, la morte improvvisa del patron Ernesto Ceresini che era stato ricoverato per il peggioramento delle sue condizioni di salute. Il Parma accusa il colpo e crolla finendo all'ottavo posto, a quattro lunghezze dal quarto, l'ultimo utile per la promozione; alla presidenza della squadra arriva per pochi mesi Fulvio Ceresini, figlio di Ernesto. La squadra però si ritrova e si risolleva arrivando a due giornate dalla fine al quarto posto con quattro punti di vantaggio sull'Ancona quinto. È il 27 maggio 1990, e il calendario offre la partita più sentita a Parma, ovvero il derby con la Reggiana, ma con un 2-0 firmato da Marco Osio nel primo tempo e da Sandro Melli nel secondo, il Parma ottiene la sua prima storica promozione in Serie A, rendendo vano il contemporaneo successo dell'Ancona sulla Reggina. In città si scatena la festa per un traguardo impensabile solo poche stagioni prima, e il 27 maggio diventa una data storica per i tifosi del Parma, che vedono così realizzarsi un sogno.

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