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Tardini

La storia dello stadio "Ennio Tardini" di Parma (1923)

Nei suoi primi dieci anni di vita il ‘club' del ‘foot-ball' di Parma non ebbe un campo da gioco permanente. Ad inizio secolo i calciatori ducali rincorrevano il pallone sul terreno duro e sassoso di Piazza d' Armi, dove le due porte erano costituite da semplici pali di legno. Dal 4 dicembre 1914, un anno dopo la costituzione del Parma F.B.C., la squadra dispose di un terreno per gli allenamenti e le partite ufficiali alla periferia di barriera Vittorio Emanuele, “ fra lo zuccherificio Eridania, la fabbrica Ferraguti e la via Emilia ”. Era un pezzo di terra di proprietà della famiglia Campanini.

Quando questa decise di venderlo per uso fabbricabile, il ‘club' Crociato entrò nel tunnel della crisi. Per un breve periodo si ritornò a giocare in Piazza d'Armi, fino a quando fu provvisoriamente ceduto al Parma F.B.C. il campo detto “ dei tre pioppi ”. Era il primo rettangolo verde per il gioco del ‘foot-ball' completamente recintato della città. Si trattava, però, di una concessione temporanea. Bisognava trovare una soluzione definitiva. Ci pensò l'avvocato Ennio Tardini.

31 dicembre 1922, la prima pietra

All'indomani di un vittorioso derby contro i cugini granata della Reggiana (2-0), viene posta la prima pietra del campo polisportivo. Lo stadio ‘Tardini', infatti, fino al tramonto degli anni Ottanta ebbe, attorno al manto erboso, la pista d'atletica. Le lettere di invito per la cerimonia di apertura del cantiere vengono spedite dall'avvocato Tardini alle autorità il 22 dicembre. Lo storico Crociato dei giorni nostri, Giorgio Gandolfi, custode di preziosi documenti della storia del Parma, di quel 31 dicembre 1922, scrive: “ E' una giornata storica per il calcio parmigiano, anzi una festa alla quale nessuno fra gli appassionati volle mancare ”. In prima fila c'erano Ennio Tardini, l'architetto Ettore Leoni, protagonista di una tenace battaglia con le autorità comunali, e l'immancabile Umberto Spaggiari, funzionario dell'Unione Commercianti. Tardini e Spaggiari, con l'ex sindaco Lusignani, erano stati, insieme ad altri tredici appassionati del calcio, fra cui l'ex presidente Temistocle Tedeschi ed alcuni giocatori, i firmatari della cambiale grazie alla quale erano state poste le basi per l'operazione stadio. L'opera di Ettore Leoni è considerata un monumento architettonico pregevole. L'ingresso del ‘Tardini' e la sua facciata originaria, pure dopo i recenti ammodernamenti all'impianto, sono rimasti immutati, anche perché vincolati dalla Soprintendenza, e bene si armonizzano con l'attiguo ‘Casino Petitot' di piazzale Risorgimento.

La squadra Crociata cominciò a giocare nel ‘suo' stadio dal campionato 1924/1925. Un torneo trionfale, concluso con il primato in classifica (25 punti su 16 incontri: 46 gol fatti, 16 subiti) e la promozione nella massima divisione, l'allora serie A, grazie al successo sulla Novene (3-1) nell'ultima gara del torneo.

La sua evoluzione

L'impianto ha subito molte modifiche nei decenni anche se non è mai stato, fino alla fine degli anni ottanta, uno stadio in grado di ospitare avvenimenti sportivi di alto livello. La nascita di una struttura moderna ed efficiente segue infatti di pari passo i successi del Parma. L'attuale sistemazione è frutto proprio di quelle modifiche apportate nell'ultimo decennio grazie al contributo diretto della società che ha collocato nell'impianto anche la propria sede. Nel 1990 viene così completamente ristrutturata la Tribuna Petitot, comprendente la zona vip e l'area riservata alla stampa.

L'opera di ammodernamento tiene conto non solo delle nuove esigenze della società e degli spettatori ma anche degli elementi architettonici originali che caratterizzavano la facciata originale della tribuna. Nel 1992 è il turno della Curva Nord, sede del tifo organizzato, mentre un anno piu' tardi viene costruita anche la Sud. Nel 2002, grazie ad un accordo fra il Parma Calcio ed il Comune di Parma, il club gialloblù ha ottenuto dalla municipalità la gestione dell'impianto per i trenta anni successivi. Un'intesa che sta permettendo al Parma di dotare lo stadio Tardini di nuovi servizi per i tifosi e per la cittadinanza intera.

(Tratto da www.storiadelparmacalcio.com)

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